ExxonMobil è un’azienda nata nel 1999, leader nel settore petrolifero. Con più di 71 mila dipendenti, si piazza al secondo posto nel mondo come più grande ente privato, dietro solamente a Shell. La sua storia è articolata e non mancano controversie e accuse.

La storia prima della fusione

Exxon e Mobil erano due aziende petrolifere differenti, la cui nascita risale, per entrambe, ai primi anni del 1900 e sono discendenti dalla grossa compagnia Standard Oil fondata da John Davison Rockefeller che nel 1911, a causa di una sentenza, fu costretta a dividersi in 34 diverse società. Tra queste spiccavano la Standard Oil of New Jersey (Jersey standard) che divenne famosa poi come Exxon e la Standard Oil Company of New York /Socony, conosciuta poi come Mobil.

Durante i primi decenni del secolo, tutte e due le società ebbero una crescita economica importante. Inglobarono anche altre realtà minori e divennero, già ai tempi, dei grossi colossi mondiali. Unendo le loro forze e, soprattutto, gli interessi economici, già nel 1933, diedero vita a un’associazione temporanea d’imprese chiamata Standard Vacuum Oil Co, che durò sino al 1962. I paesi interessati furono una cinquantina e comprendevano anche aree come tutta l’Africa orientale e la Nuova Zelanda.

Nel corso degli anni Sessanta, entrambe cambiarono nome e iniziò per loro una nuova e importante fase di sviluppo in pieno boom economico. La Exxon, conosciuta in alcune parti del mondo con il nome di Esso, negli anni Novanta si piazzò come il più grande produttore mondiale di prodotti come solventi, alcoli, polietilene, alcheni e polipropolene. Anche la Mobil, negli stessi settori era molto sviluppata.

L’accordo di fusione e gli anni successivi

Giunse il 1998 e, con esso, un accordo di unione tra Exxon e Mobil di 73 miliardi di dollari per formare la nuova società ExxonMobil Corporation, il gruppo più grande del mondo. Dopo un anno, il 30 novembre 1999 la fusione divenne effettiva.

Negli anni 2000, continuò a crescere il successo e la diffusione di ExxonMobil. Un anno importante fu il 2005, in cui la società dichiarò dei profitti record, pari a 36 miliardi di dollari, 46% più alti rispetto all’anno precedente. La concorrenza con le altre grosse imprese statunitensi si fece man mano sempre più visibile, tanto che, a seguito di questo successo, lobby americane delle industrie petrolifere e chimiche cercarono di minimizzarlo acquistando grandi annunci sui principali quotidiani come il Washington Post e il New York Times.

Controversie e irregolarità

In più di cento anni di storia come compagnie separate e in 20 da unica grossa società, per la ExxonMobil non sono mancate accuse di irregolarità e questioni insidiose. Tra le controversie più conosciute ci fu, nel 2003 l’accusa di aver pagato all’allora presidente dell’Angola José Eduardo dos Santos molti soldi per avere concessioni di estrazione nelle acque al largo del paese.

Le associazioni ambientaliste, accusano, inoltre, la compagnia di non rispettare l’ambiente e di avere una grossa fetta di responsabilità sul riscaldamento globale. Una ricerca condotta nel 2019 ha catalogato ExxonMobil come quarta impresa mondiale per emissioni di CO2 a partire dal 1965. La quantità di anidride carbonica emessa da quell’anno sarebbe pari a 41,9 miliardi. Tra le associazioni, quella che si batte con più convincimento è Greenpeace. Negli anni ha, infatti, organizzato molte campagne contro la società, che hanno avuto una forte eco e impatto sociale.

ExxonMobil in Italia

La ExxonMobil è, a livello mondiale, uno dei leader nel settore energetico. Tra i paesi in cui è più sviluppata c’è anche l’Italia, in cui le società del gruppo hanno un organico di ben 850 dipendenti. Sono 4 le principali aziende che ne fanno parte: Esso Italia srl con produzione e movimentazione di sostanze petrolifere e chimiche; SARPOM srl, che gestisce il terminale marittimo e il deposito di Quiliano, il deposito di Arluno e la raffineria in provincia di Novara; Engycalor energia e calore srl, la quale, su tutto il territorio nazionale, si occupa della vendita e distribuzione di prodotti petroliferi e, infine, ExxonMobil italiana gas srl, che gestisce la partecipazione nella società Terminale GNL Adriatico srl.

Negli ultimi anni, a partire dal 2017, ExxonMobil ha iniziato un progressivo disinteressamento nel territorio della penisola. Ha, infatti, ceduto gruppi e venduto alcuni poli di raffineria a società estere indiane e algerine.

Lavora con noi

Sul sito italiano della compagnia è presente la sezione “Lavoro e carriera”. Cliccando sul bottone, si verrà reindirizzati alla pagina internazionale “Careers”. La possibilità di avere un percorso professionale di crescita all’interno di ExxonMobil è fattibile sia in Italia che all’estero. Le opportunità sono suddivise in base al settore per il quale ci si vuole candidare. Si passa dai ruoli più tecnici e per la ricerca come ingegneri, chimici e informatici alla parte più amministrativa con le offerte per il supporto ai clienti, il disbrigo di pratiche d’ufficio.

Di Renan

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