Intervista a cura della redazione
L’industria della meccanica è in costante trasformazione, sospesa tra tradizione e innovazione. Le aziende che operano nel settore delle macchine utensili sono chiamate a rispondere con flessibilità alle sfide di un mercato che evolve rapidamente. Abbiamo intervistato Claudio Giannilivigni, titolare della Macchine Torino Srl e fondatore di Emerson Macchine, per comprendere meglio l’orientamento attuale del comparto e le soluzioni più richieste dalle aziende.
Claudio, come si è trasformato il mercato delle macchine utensili negli ultimi dieci anni?
Il cambiamento è stato significativo. Le macchine utensili non sono più viste come strumenti isolati, ma come parte di un sistema produttivo integrato. I clienti oggi chiedono macchine intelligenti, interconnesse, affidabili e soprattutto facili da inserire nel loro flusso di lavoro. In Emerson Macchine, rispondiamo a queste richieste selezionando modelli adatti sia alla piccola officina sia all’industria strutturata. Accompagnare il cliente nella scelta della macchina giusta, offrendo consulenza tecnica e supporto nel tempo, è la base del nostro metodo.
Che cosa rende oggi i centri di lavoro una delle soluzioni più richieste?
I centri di lavoro permettono di concentrare più operazioni su una sola macchina, riducendo i tempi e aumentando l’efficienza. La loro evoluzione ha portato alla creazione di sistemi sempre più automatizzati, con cambi utensile rapidi, controllo numerico avanzato e compatibilità con le logiche dell’Industria 4.0. Da anni siamo rivenditori dei centri di lavoro Weida e siamo fieri di questa partnership. In Emerson abbiamo selezionato centri di lavoro affidabili, con ottime performance e costi contenuti, perfetti per le aziende che vogliono migliorare la produttività senza affrontare investimenti sproporzionati. Oggi chi sceglie un centro di lavoro cerca precisione, ripetibilità e versatilità.
Le fresatrici vengono spesso considerate macchine “di base”, ma oggi cosa le rende moderne?
Le fresatrici moderne non hanno nulla da invidiare a macchinari più complessi. La tecnologia le ha rese più precise, robuste e veloci. I modelli CNC consentono lavorazioni sofisticate su più assi, mentre quelli manuali sono ancora indispensabili per lavorazioni semplici e prototipi. In Emerson Macchine, proponiamo fresatrici progettate per durare, costruite con materiali di alta qualità e pensate per garantire affidabilità anche nelle condizioni di lavoro più gravose. Per noi, una fresatrice deve coniugare potenza e controllo, senza compromessi.
I torni sono presenti in quasi tutte le officine. Qual è il tuo punto di vista sul loro ruolo attuale?
I torni, siano essi tradizionali o CNC, rimangono centrali. La differenza tra i due sta nel livello di automazione: il tornio tradizionale è ideale per lavorazioni flessibili, mentre il tornio CNC è pensato per produzioni in serie, dove servono velocità, precisione e ripetibilità. In Emerson Macchine affianchiamo i clienti nella scelta tra questi due mondi, sempre partendo dalle reali esigenze produttive. Il nostro approccio è consulenziale: analizziamo i materiali, i volumi di lavoro, il livello di esperienza dell’operatore. Una scelta corretta oggi significa risparmio e rendimento domani.
Piegatrici e cesoie sembrano resistere alla digitalizzazione. Come mai restano così diffuse?
Perché sono macchine essenziali. Le piegatrici e cesoie permettono lavorazioni rapide e precise su lamiera, con costi contenuti e una curva di apprendimento bassa. Le versioni più moderne integrano controlli numerici e sistemi di sicurezza avanzati, ma conservano la semplicità d’uso che le ha sempre contraddistinte. In Emerson, selezioniamo piegatrici e cesoie robuste, con componenti di qualità e struttura rinforzata, adatte sia all’artigiano che lavora su piccoli lotti, sia all’industria che lavora in continuo. Sono macchine che fanno bene il loro lavoro da decenni, e continueranno a farlo anche nei prossimi.
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