Valutare il rischio incendio in azienda è molto importante per proteggere i lavoratori, gli edifici e tutte le attrezzature presenti. Un incendio, infatti, può partire da una piccola distrazione, da un guasto elettrico oppure dalla presenza di materiali infiammabili conservati nel modo sbagliato.
Per capire quanto un luogo di lavoro sia esposto a questo pericolo, bisogna osservare gli ambienti con attenzione, conoscere le lavorazioni svolte e verificare quali materiali vengono utilizzati o conservati. Ogni azienda ha caratteristiche diverse e, quindi, anche i rischi possono cambiare molto. Un ufficio, per esempio, non presenta gli stessi pericoli di un’officina, di un magazzino o di uno stabilimento industriale.
Gli impianti antincendio adatti alle caratteristiche dell’azienda
Gli impianti antincendio devono essere scelti in base alle attività svolte, alle dimensioni degli ambienti e ai materiali presenti. Non esiste, infatti, un unico sistema che può essere adattato a tutte le aziende.
Per esempio, gli impianti antincendio a rete idranti permettono di portare l’acqua in diversi punti dell’edificio attraverso tubazioni e idranti. Sono particolarmente utili negli spazi ampi, nei magazzini e negli stabilimenti produttivi. Gli impianti sprinkler, invece, sono dotati di dispositivi che si attivano automaticamente quando la temperatura diventa troppo alta. In questo modo possono limitare le fiamme prima che si diffondano.
In alcuni ambienti l’acqua potrebbe danneggiare macchinari, computer, archivi o apparecchiature elettriche. In questi casi si possono utilizzare impianti di spegnimento a gas, che intervengono senza lasciare residui. Gli impianti antincendio a schiuma sono adatti soprattutto alle attività in cui sono presenti carburanti, solventi e altri liquidi infiammabili. La schiuma copre il materiale e riduce il contatto con l’ossigeno. Gli impianti aerosol antincendio, infine, possono essere impiegati in spazi più piccoli, come locali tecnici, cabine elettriche e vani contenenti macchinari.
Controllare i materiali presenti
Uno dei primi elementi da considerare nella valutazione del rischio incendio è la presenza di materiali combustibili. Carta, cartone, legno, tessuti, imballaggi e plastica possono prendere fuoco facilmente e favorire la diffusione delle fiamme.
Il rischio diventa più alto quando questi materiali vengono accumulati in grandi quantità oppure lasciati vicino a fonti di calore. Un deposito pieno di scatole, per esempio, può rendere molto più rapido lo sviluppo di un incendio e ostacolare gli interventi di emergenza.
Ancora più attenzione deve essere dedicata alle sostanze infiammabili, come vernici, carburanti, solventi, detergenti e alcuni prodotti chimici. Queste sostanze devono essere conservate in contenitori adatti, ben chiusi e lontani da scintille o temperature elevate. Nei reparti di lavoro dovrebbe essere presente soltanto la quantità necessaria per svolgere le attività quotidiane.
Anche l’ordine è importante. I materiali non devono bloccare le porte, coprire gli estintori o occupare le vie di fuga. Così si possono individuare più facilmente i pericoli e ci si può muovere rapidamente durante un’emergenza.
Esaminare le lavorazioni svolte
Alcune lavorazioni aziendali aumentano il rischio incendio perché producono calore, fiamme o scintille. È il caso, per esempio, della saldatura, del taglio dei metalli, della levigatura e dell’utilizzo di forni industriali.
Queste attività devono essere svolte lontano dai materiali combustibili e seguendo procedure di sicurezza precise. Anche una sola scintilla può diventare pericolosa se nelle vicinanze si trovano carta, legno, polveri o sostanze infiammabili.
Inoltre, i macchinari devono essere controllati periodicamente, perché un motore surriscaldato, un pezzo usurato o una parte non lubrificata correttamente possono provocare un guasto e dare origine a un incendio.
L’impianto elettrico rappresenta una delle possibili fonti di incendio più comuni. Cavi rovinati, prese sovraccariche, prolunghe usate in modo scorretto e collegamenti provvisori possono surriscaldarsi e provocare cortocircuiti. Per questo motivo, gli impianti devono essere controllati da personale qualificato. Le riparazioni improvvisate possono sembrare una soluzione veloce, ma spesso aumentano il pericolo.
Studiare le caratteristiche degli spazi
La forma e la struttura dell’edificio possono influenzare lo sviluppo di un incendio e rendere più difficile l’evacuazione. In particolare, si deve prestare particolare attenzione a locali sotterranei, corridoi stretti, piani molto alti e ambienti senza finestre.
Le uscite di emergenza devono essere ben segnalate e sempre libere. Le porte non devono essere bloccate da mobili, scatole o attrezzature. Anche i percorsi di fuga devono essere semplici da seguire, soprattutto in presenza di fumo o in caso di interruzione dell’elettricità.
L’illuminazione di emergenza aiuta le persone a trovare l’uscita quando manca la luce. Porte resistenti al fuoco e pareti di separazione possono invece rallentare la diffusione delle fiamme e del fumo, lasciando più tempo per uscire dall’edificio.
La valutazione deve tenere conto anche del numero delle persone presenti. Oltre ai dipendenti, possono esserci clienti, fornitori, visitatori o lavoratori esterni che non conoscono bene gli spazi.
Tutti i lavoratori devono sapere come comportarsi, dove si trovano le uscite e chi avvisare in caso di incendio. A questo proposito, le prove di evacuazione servono a preparare il personale e a verificare se il piano funziona davvero.
