Brevetto paracadutista: come si ottiene? Quali corsi bisogna seguire?

È una tra le attività sportive più adrenaliniche ed emozionanti, quella del paracadutismo. Per potersi lanciare, però, serve un brevetto ben specifico, che confermi alcuni requisiti ottenuti dal soggetto richiedente. Innanzitutto, è necessario sottolineare che ad oggi non si parla più di brevetto di paracadutismo, ma di licenza: questa permette, a chi la possiede, di esercitare l’attività di lancio da elicotteri e velivoli, nonché di partecipare a gare e manifestazioni.

Come si ottiene la licenza di paracadutista?

Il primo fondamentale requisito per ottenere la licenza da paracadutista è l’età: si rilascia al compimento dei sedici anni e, soprattutto, con il consenso genitoriale. In secondo luogo, per riceverla è fondamentale aver effettuato almeno cinquanta lanci in caduta libera. Non basta, però, l’età e l’esperienza: è altrettanto essenziale aver seguito un addestramento teorico e pratico, al termine del quale si deve superare anche un quiz scritto.

Dopo l’ottenimento della licenza, il paracadutista prima di lanciarsi deve provare di aver effettuato almeno un lancio nei tre mesi precedenti. Oltre a ciò, prima di ogni lancio si deve mostrare un documento con un visto di controllo: questo conferma che nei dodici mesi anteriori il richiedente ha effettuato almeno quindici lanci con il paracadute planante e dieci minuti di caduta libera. Se non si possiedono questi requisiti, il possessore della licenza deve rimettersi in regola.

Quali corsi seguire per ottenere la licenza

Il primo livello di istruzione necessario per ottenere la licenza di paracadutista è il corso di paracadutismo profilo alare planante. Ci sono due metodologie didattiche differenti, per quanto riguarda questo corso. La prima si chiama AFF, accellerated free falling: fin da subito, dopo la teoria, gli studenti vengono lanciati da alta quota e, con istruttori qualificati, aprono manualmente il paracadute. Questo corso riduce notevolmente i tempi di apprendimento poiché, dopo la necessaria base teorica, l’allievo viene subito messo in condizione di scoprire le tecniche e di sentire il proprio corpo durante la caduta libera. Il corso prevede sette lanci, che corrispondono ai sette livelli di apprendimento. Fino al quarto si è accompagnati in volo da quattro istruttori, poi per il quinto e sesto salto si è affiancati da un solo istruttore e, infine, avviene il primo salto in autonomia, sempre sotto il controllo degli esperti. Il passaggio da un livello all’altro non avviene in autonomia, ma è necessario che l’allievo abbia rispettato alcuni requisiti, tra cui quelli di sicurezza e di buona posizione del corpo. In caso contrario, si ripete il livello.

La seconda metodologia, invece, si chiama Progressione. Questa ha un approccio più graduale al lancio vero e proprio, perché prevede un certo numero di prove fatte con la fune di vincolo e con aperture simulate, al fine di abituare gradualmente l’allievo a ciò che lo aspetterà una volta autonomo.

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