Nata con l’obiettivo di rendere più interessanti le sfide tra nazionali, la Nations League ha assunto progressivamente un peso sempre maggiore nel calendario internazionale. Il torneo non assegna soltanto un titolo, ma può incidere anche sul percorso verso Mondiali ed Europei, offrendo opportunità aggiuntive alle selezioni che non riescono a ottenere direttamente la qualificazione. La competizione interessa ogni anno nazionali blasonate che puntualmente arrivano alla fase finale, ma dando un’occhiata agli exploit recenti di Croazia e Belgio e come dimostrano le quote della Nations League anche le formazioni meno chiacchierate possono ambire a un piazzamento di rilievo. Cerchiamo di capire allora come funziona oggi il torneo e verso quali modifiche importanti sta andando.

Come funziona oggi la Nations League

Per la stagione 2026-27 il format rimane quello attuale. La Lega A comprende quattro gruppi da quattro nazionali e le prime due di ciascun raggruppamento accedono ai quarti di finale. Da lì in poi si giocano gare secche fino alla finale e c’è anche la finalina per il terzo posto, che l’Italia ha già vinto in due occasioni, nel 2021 battendo il Belgio e nel 2023 superando l’Olanda. Le quarte classificate invece retrocedono direttamente in Lega B, mentre le terze affrontano uno spareggio contro le seconde classificate della serie inferiore.

Il legame con le qualificazioni ai Mondiali è particolarmente importante perché i risultati ottenuti nella Nations League possono offrire una seconda possibilità alle nazionali che non riescono a centrare direttamente l’obiettivo. È il meccanismo che consente alle squadre con un buon rendimento nel torneo di rimanere in corsa anche dopo un percorso meno positivo nelle qualificazioni tradizionali. È stato il caso della Svezia che ha avuto la possibilità di partecipare all’ultima rassegna della Coppa del Mondo proprio grazie al percorso in Nations League.

Cosa cambierà dal 2028

La vera rivoluzione scatterà a partire dalla Nations League 2028-29. Le leghe saranno infatti ridotte da quattro a tre, A, B e C, con 18 nazionali per ciascuna categoria. La Lega A sarà organizzata in tre gruppi da sei squadre e ogni nazionale giocherà sei partite: quattro contro avversarie appartenenti alle altre fasce e due contro la squadra della propria fascia, una in casa e una in trasferta. Ai quarti accederanno le tre vincitrici dei gruppi, le tre seconde e le due migliori terze. A cambiare sarà anche il sistema delle promozioni e delle retrocessioni, con quarte e quinte impegnate nei playoff contro le squadre della Lega B e le ultime classificate destinate alla retrocessione.

La nuova impostazione è stata pensata per aumentare l’equilibrio delle sfide e ridurre sensibilmente il numero delle partite considerate meno interessanti. Il modello prende ispirazione dalla nuova formula della Champions League, introducendo gruppi più ampi e avversarie differenti senza aumentare il numero complessivo di gare.

L’impatto su Mondiali ed Europei

La modifica più significativa riguarderà però le qualificazioni ai grandi tornei. Dal 2029 anche il percorso verso il Mondiale 2030 (che ricordiamo si giocherà in Portogallo, Spagna e Marocco) dovrebbe adottare un sistema più simile a quello della nuova Champions. Le 18 nazionali di Lega A e le 18 di Lega B formeranno un’unica prima fascia da 36 squadre, divisa in tre gruppi da 12. Ogni selezione disputerà sei partite contro sei avversarie differenti. La formula definitiva per stabilire chi accederà direttamente al Mondiale e chi dovrà passare dai playoff non è ancora stata definita. L’ipotesi prevede la qualificazione diretta delle prime quattro di ciascun gruppo, mentre altre nazionali potrebbero giocarsi gli ultimi posti disponibili attraverso gli spareggi con le migliori squadre della seconda fascia.

Anche le qualificazioni all’Europeo saranno interessate dal nuovo sistema. Con una fase finale confermata a 24 squadre, il percorso dovrebbe risultare più agevole rispetto a quello mondiale, mentre le nazionali già qualificate come Paesi ospitanti potranno partecipare comunque senza alterare la classifica. I dettagli definitivi saranno stabiliti dall’Uefa nel prosieguo del percorso di riforma, ma il principio è ormai chiaro: dalla Nations League dipenderanno sempre di più le possibilità di accesso ai principali tornei internazionali.

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