La fine del mese lavorativo coincide con il pagamento della busta paga dei dipendenti, vale a dire la retribuzione sotto forma di stipendio da versare ai lavoratori per le attività svolte e le condizioni contrattuali prefissate.
Un documento che contiene tutte le informazioni aziendali e del lavoratore, nonché una serie di voci che indicano gli elementi che calcolati complessivamente andranno a comporre il totale da riconoscere alle persone coinvolte nell’operatività aziendale. Per questo, riuscire ad interpretare istantaneamente ogni fattore non è cosa semplice.
Differenze tra retribuzione normale e differita
Prima di spiegare le principali voci che compongono la busta paga, detta anche cedolino paga, è bene distinguere le due modalità principali attraverso le quali avviene fattivamente il pagamento dello stipendio dei dipendenti.
Per retribuzione normale intendiamo il versamento della somma dovuta nei primi giorni del mese successivo rispetto a quello per il quale deve essere effettuato il pagamento. All’interno del cedolino quindi la retribuzione farà riferimento allo stesso mese del documento. Ad esempio: busta paga di marzo, verrà pagata i primi di aprile, ed è correlata al mese di marzo.
Per retribuzione differita, invece, intendiamo il riconoscimento di quanto dovuto alla fine del mese successivo rispetto alle attività sostenute nel mese precedente. Gli importi erogati faranno quindi riferimento non al mese in corso ma a quello precedente. Ad esempio: busta paga di aprile, verrà pagata a fine aprile, riferendosi a quanto fatto a marzo. Non è molto comune all’interno dell’azienda, se non ovviamente per il riconoscimento del trattamento di fine rapporto, ossia la liquidazione allo scadere del contratto tra azienda e lavoratore, contemplando per questo un arco temporale molto più dilatato rispetto al mese.
Come leggere la busta paga
Come dicevamo, la busta paga si compone di molte voci, rappresentate da codici busta paga alfanumerici, che rendono molto complessa e poco agevole la sua lettura e interpretazione. Per semplificare possiamo suddividere questo documento in tre aree principali.
La prima area riguarda l’intestazione: all’interno di questo spazio, visivamente posto in alto, viene esplicitato il mese di riferimento, il tipo di contratto, i dati societari e del dipendente, comprese la sua qualifica, le sue mansioni in azienda, le posizioni previdenziali e i coefficienti di retribuzione. Sono presenti anche la cosiddetta paga base, conosciuta anche con il nome di minimo tabellare, le contingenze e l’E.D.R.
A questa fa seguito il corpo, contenente la retribuzione effettiva, comprensiva delle ferie, dei permessi e delle ore lavorate, comprese quelle relative agli straordinari, alla presenza di eventuali bonus o premi e tredicesime o quattordicesime.
Infine la parte finale nella quale sono mostrati i dati previdenziali e fiscali e ovviamente la retribuzione netta, nonché
Dati previdenziali, fiscali e Stipendio netto
Quest’ultima sezione della busta paga rappresenta la sintesi di quello che andrà effettivamente versato nel conto corrente dei propri dipendenti. Per ottenere quindi lo stipendio netto da corrispondere sarà necessario partire dal salario lordo e detrarre le ritenute INPS e INAIL, per la formazione della pensione (di vecchiaia o invalidità), della cassa integrazione e dell’eventualità maternità in caso di lavoratore donna. Si passerà poi alle ritenute IRPEF partendo dal lordo imponibile sul quale verrà applicata l’aliquota dell’imposta lorda. Potranno poi essere presenti eventuali detrazioni o addizionali IRPEF, vale a dire rispettivamente una riduzione dell’imposta in determinate circostanze riferibili allo status del lavoratore, e un’eventuale quota aggiuntiva collegata a decisioni prese a livello comunale o regionale.
L’ultimissima voce, di solito posta nella parte in basso a destra della busta paga, rappresenta infine lo stipendio netto, ovvero il denaro che effettivamente verrà incassato dal lavoratore.
