Come investire al ribasso e guadagnare quando la borsa scende

Uno dei metodi più utilizzati dagli investitori del mercato azionario è la cosiddetta “vendita allo scoperto”. Conosciuta anche come short-selling o appunto investimento al ribasso, questa tecnica fornisce una opportunità di profitto anche nel momento in cui la borsa si trova al ribasso.

Ma come si investe al ribasso? Questa è una tecnica che richiede molta pratica, ma se vogliamo semplificarla al massimo possiamo dire che mentre di solito si compra un’azione o un titolo perché si pensa che il suo valore crescerà, in questo caso il venditore allo scoperto vende un’azione o un titolo che non possiede perché crede che il titolo scenderà.

Questo può sembrare un metodo facile e veloce per ottenere guadagni, soprattutto agli occhi di chi è più inesperto e crede di potersi avventurare nel mondo del trading online senza troppi sforzi. È invece fondamentale comprendere che ci sono dei costi e dei rischi da affrontare anche in questo tipo di investimento.

Come funziona lo short-selling

Quando si vende allo scoperto si prende in prestito un’azione o un titolo da una società di intermediazione e lo si rivende sul mercato finanziario. Questa tecnica viene definita “short selling” perché il venditore ha un tempo limitato per vendere le azioni.

Ad esempio, se si prendono in prestito un tot di azioni a 20 euro l’una, l’investitore deve innanzitutto trovare degli acquirenti, che comunque nella maggior parte dei casi non sono difficili da trovare, ma deve farlo in un certo periodo di tempo ben definito. Se non ci riesce deve rimetterci di sua tasca e coprire il prestito.

Di fatto non c’è un reale limite di tempo stabilito oltre il quale non si possa più mantenere una posizione corta. Infatti il broker che presta l’azione o il titolo sa che questi saranno venduti allo scoperto e che il prestito sarà coperto in un secondo momento, e non pone un limite di tempo all’investitore.

Il problema principale è un altro: il titolo allo scoperto viene di solito comprato con un margine per una parte della posizione, e ciò comporta delle spese di interesse. Queste spese vengono pagate per tutto il tempo che si mantiene la posizione aperta.

Per fare un esempio, se si ha un interesse sul margine del 3% all’anno e si mantiene questa posizione per 5 anni, si avrà una perdita del capitale del 15% dovuta soltanto all’interesse, il che ovviamente non è conveniente.

Dunque lo short selling va fatto soltanto quando si vuole anticipare la prossima caduta di un titolo, anche se prevederla non è così semplice come può sembrare. Il calo del prezzo dell’azione deve essere infatti calcolato con attenzione, in quanto deve essere in grado di coprire le spese di interesse di cui sopra.

Per poter prevedere al meglio la caduta di un determinato titolo si deve fare ricorso a grafici e ad analisi tecniche e fondamentali e ad una serie di indicatori e strumenti che normalmente vengono forniti dai migliori broker online.

Bisogna comunque tenere sempre presente che la vendita allo scoperto e dunque short è molto più pericolosa di quella tradizionale, ovvero con posizioni long. Questo perché potenzialmente le perdite sono illimitate con lo short selling, mentre invece coi metodi tradizionali non si può perdere mai più del capitale investito. È invece il guadagno ad essere potenzialmente illimitato in questo caso.

Dunque è importante scegliere bene la modalità di investimento che si vuole utilizzare, tenendo sempre conto di quelle che sono i propri obiettivi ma soprattutto le proprie potenzialità. E questo non solo a livello economico, ma anche a livello di esperienza nel mondo del mercato finanziario.

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