Non si arresta la ripresa del settore edile, una crescita che ha avuto inizio nello corso anno, quasi certamente influenzata dalla presenza degli incentivi fiscali, ma destinata a proseguire anche nel breve e nel medio periodo. Ad anticiparlo, il rapporto congiunturale e previsionale “Il mercato delle costruzioni 2022” presentato dal Cresme, che, nell’anno che si è appena concluso, e alla luce della presenza del superbonus, stima al +25% i lavori di rinnovo nel comparto residenziale e al +15,4% gli interventi richiesti sulle opere pubbliche.
Lo slancio, si legge sul report, sembrerebbe inoltre ricalcare quel processo di crescita che ha interessato l’intero comparto già nel 2019, quando l’edilizia ha registrato un incoraggiante +4,4%. Un dato intaccato solo in parte dalla diffusione dell’emergenza sanitaria e che, nel 2021, ha visto gli investimenti nell’edilizia aumentare del 17,6%.
Di tenore diverso sono invece i dati provenienti dal settore turismo, sul quale la crisi pandemica continua a far sentire i propri effetti. La diffusione della nuova variante Omicron del virus SARS-CoV-2, lo scorso dicembre, ha determinato la cancellazione di un ampio numero di prenotazioni che, se confermate, durante il periodo delle festività avrebbero permesso al comparto di rifiatare.
Turismo: i dati che confermano la crisi
Il settore ricettivo arriva da un 2020 che, stando ai dati Istat, ha visto una riduzione del 57% dei flussi turistici e ha fatto registrare una diminuzione di tre quarti delle presenze straniere: al più recente fenomeno delle cancellazioni si è aggiunta infatti la perdita di gran parte dell’ampio bacino di utenza internazionale, che da sempre è il principale propulsore del settore turistico del nostro paese.
A dare un’idea più precisa del fenomeno è Federalberghi, per il quale le presenze turistiche provenienti dall’estero nel 2021 state 146 milioni in meno rispetto a quelle registrate nello stesso periodo del 2019 (-34,8%). I dati relativi al settore segnalano inoltre un volume di attività più che dimezzato, nell’anno della pandemia, che a quanto pare avrebbe colpito principalmente le località italiane in cui si concentra il maggior numero di presenze.
E l’anno che si è appena concluso, pur senza le restrizioni che hanno caratterizzato il 2020, non ha contribuito a dare nuova linfa al settore. Secondo quanto riferito da Confindustria Alberghi, nel 2021 il tasso di occupazione delle camere rilevato è stato pari al -48%, con i record negativi concentrati soprattutto nelle città d’arte: la maglia nera va a Roma, dove si è registrato il -58%, seguita da Venezia e Firenze, che hanno evidenziato un calo rispettivamente del 57% e del 56,1%. Tutto ciò ha contribuito a una perdita dei ricavi nelle città d’arte pari al -65%, a fronte di una media ferma al -55%.
Turismo ed edilizia: quali prospettive per il 2022?
Per quanto riguarda il 2022, le previsioni sul futuro del settore ricettivo sono ancora caute, anche se, alla luce dell’estate 2021, c’è chi si mostra positivo: è Armando Peres, vice presidente del Comitato Turismo dell’Ocse, che, forte dei dati registrati dal settore ricettivo fra luglio e ottobre 2021, nei prossimi mesi prevede una ripresa che potrebbe raggiungere i livelli pre-pandemici.
Dati positivi sono anche quelli che nel 2022 si attendono per il settore edile: il CRESME stima infatti che la crescita già in atto raggiungerà i livelli registrati negli ultimi due anni, fino a recuperare e superare i dati del 2019. Ad alimentare questa tendenza, una domanda particolarmente sostenuta e di gran lunga superiore all’offerta, che per essere”evasa” potrebbe richiedere tutto il nuovo anno.
In parallelo, però, nei prossimi mesi il settore delle costruzioni dovrà fare i conti con tutte quelle problematiche connesse all’aumento delle richieste di interventi edili già protagonisti in negativo dei mesi appena trascorsi. È il caso della difficoltà di reperimento di ponteggi, materiali edili e manodopera, che potrebbero contribuire a far slittare le scadenze e rallentare ulteriormente il prosieguo delle attività.
